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Cinzia e Mario 2017

Film realizzato da Nicola Turrini 11/2014


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2.091 Responses to

  1. Alessandro

    L’altro lato del cammino è una memoria lunga che ti rapisce e ti incarcera. Il cammino non ti lascia e non ti restituisce, si diventa del cammino, una “proprietà” che rende esuli. Per sempre. Così, a quattro anni di distanza… mi manca il mio amico John, che sembrava Bud Spencer e aveva l’anima buona. Mi mancano i suoi inviti a mangiare e bere, i gesti che superavano l’incomunicabilità linguistica, la sua paura di perdere i figli, il suo racconto nella notte prima di Santiago. Mi manca la donna tedesca che aveva perso l’amore della sua vita e ne aveva trovato uno provvisorio tra Leon e Astorga e mi manca il suo uomo gentile e taciturno. Mi manca il sorriso prima di occhi che di labbra, un sorriso meraviglioso, della ragazza inglese e del suo fidanzato. Mi manca le chiacchierate infinite con Viola e il suo passo goffo. Mi manca la signora francese che voleva portare il mio zaino quando stavo male per la tendinite e mi ha lasciato senza parole. Mi mancano Fabrizio e sua moglie, le nostre cene scarse, i racconti e gli appuntamenti a fine tappa. Mi mancano le birre e l’jamon serrano, che mi meritavo come mai dopo 25 faticosi chilometri a piedi. Mi mancano i silenzi che avevano dentro lacrime e sorrisi inattesi. Mi manca la vista meravigliosa di paesaggi puri, fermi, infiniti. Mi mancano i messaggi del cammino “dove non si cercano risposte, perché il cammino è la risposta” e dove “sono il re della mia volontà”. Mi mancano gli occhi di quell’uomo che ha scritto una lettera a sua figlia sulla finestra azzurra di una casa a due passi da O’ Cebreiro, mi manca “buen camino” che ho sentito mille volte tutti i giorni, mi manca la mia musica, “io non ho paura”, e quel brivido che mi percorreva dalla testa ai piedi. Mi mancano i miei nonni, che mi hanno accompagnato da lontano, e che sono stati per me ragione e pretesto. Mi manca Santiago e la gioia che mi è esplosa dentro all’arrivo. Mi manca mia moglie, che non mi è mai stata così vicina come in quei giorni lontani e che poi, lentamente, scivola via da me ora dopo ora. Mi manca perfino la voglia che ho sentito di tornare a casa mia. Mi manca quella ragazza tedesca che abbracciava gli alberi e mi ha detto una buona notte dolcissima. Mi mancano i piccoli dolori di ciascuno, del corpo e dei cuori. Mi mancano la forza delle partenze e la stanchezza degli arrivi. Mi mancano i miei occhi pieni. Mi manca l’attenzione gratuita che mi commuoveva, mi mancano gli sms di mia zia, mi manca la certezza che ce l’avrei fatta, che dovevo farcela, mi manca Dio per chi è Dio o qualunque cosa sia per voi altri. Mi manca il tempo per tornarci, mi manca l’occasione per ripartire, mi manca quel bisogna che era un’esigenza. Mi manca l’occasione che ho avuto di ricominciare e che ho buttato via come un idiota. Mi manca tutto quello che è dentro di me e dentro di me rimarrà sempre. Mi manca un uomo che era migliore di quanto non lo sia più stato poi. Mi manco io. I miei passi, i respiri, le ansie, i pensieri. Ale

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