Escargot in viaggio con mio figlio da Brindisi a Santiago de Compostela

Posted by on 16 novembre 2018

mi chiamo daniele errico, nato nel 1965, sono un fotografo e mi piace viaggiare. I ritmi della vita sono troppo veloci e credo fermamente che ci sia la necessità di rallentare. Nel 2014 con mio figlio, siamo partiti in bicicletta e da Brindisi abbiamo raggiunto Santiago di Compostela dopo 3600 chilometri percorsi in 48 giorni. I giorni più belli della mia vita. Ho scritto un libro su questa avventura:

booktrailer:
sito: www.escargotthebook.com
pagina fb: scattiadueruote
cell: 348.5255980
mail: rontolo@gmail.com

3600 chilometri percorsi in bicicletta per arrivare a Santiago de Compostela partendo da Brindisi. Abbiamo inseguito il sole per quasi due mesi, abbiamo pedalato in tre paesi diversi sotto un unico cielo alla ricerca di un rapporto perduto. Ci siamo chiesti scusa, soprattutto io ho chiesto scusa, per il padre che sono stato. ma anche Riccardo, mio figlio, ha capito che essere genitori, non è così facile come può sembrare. L’incapacità di ricoprire un ruolo, ti porta ad indossare una maschera. Non si nasce padre o madre, lo si diventa accompagnando il proprio figlio lungo la strada della vita. Se hai paura non viaggi, non è il viaggio che ti fa sentire libero, è la consapevolezza della paura che libera il tuo spirito. Ma la verità bisogna saperla affrontare come si affrontano le salite: con un rapporto agile, una pedalata dopo l’altra, senza fretta, con il proprio ritmo e tutto è raggiungibile.Ci siamo sentiti liberi in albe sconfinate e nel raggiungimento di un traguardo, ma il vero traguardo per un viaggiatore, non è arrivare, ma viaggiare. Perché il viaggio è la vita e la vita, troppo spesso, la si sopravvive soltanto. Il viaggio ti porta a vedere il mondo in modo diverso. Guardi il mondo e scopri te stesso. Guardi te stesso e scopri il mondo. Ci si ricollega a quella energia primitiva della natura, che nella vita quotidiana viene soffocata dalle innumerevoli cose senza senso, che diventano la ragione della vita stessa. Io ho portato la mia lumachina, dove una volta si pensava finisse il mondo e dove molti, hanno incominciato una nuova vita. Spero che per lui ci sia sempre un sole da rincorrere e nuove sfide da affrontare, per non morire ogni giorno un po’, nel tedio di una vita non vissuta.

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