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Cinzia e Mario 2017

Film realizzato da Nicola Turrini 11/2014


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2.116 Responses to

  1. Paolo tom

    Ciao a tutti i pellegrini… Ho fatto il cammino nel lontano 2006 ,esperienza che mi ha portato ancora a Santiago nel 2010 x la via de la plata,e forse farò la via del norte in luglio…. Ma ho ancora nel cuore il primo cammino,le albe le ampollas,e le cene … L avvocato il ricercatore Luca con Federica,ma in modo particolare la nipotina Francesca!!!!!

  2. Francesco

    Hola pellegrini, qualcuno mi sa dire come faccio ad arrivare a Tui, luogo di partenza per il Portoghese?
    Grazie

    • Sarah

      Bus , taxi, a piedi.. Come fanno tutti…prova blabla car…

    • Sarah

      Bus , taxi, a piedi.. Come fanno tutti…prova blabla car…devi prima atterrare a Vigo…

      • Francesco Putrino

        Ciao Sarah, con conviene atterrare a Santiago? Ho visto da Santiago ma non ho trovato ne treni ne bus.
        Per il francese è stato più semplice!

        • Sarah

          Da Santiago c’èil bus per porto che ci passa…

          • sarah

            se apri google map ti accorgi che Tui è al confine col portogallo, e fa un unica città con valenza do minho… c’è un bus Alsa che costa meno di 10 euro ….

  3. Alessandro

    L’altro lato del cammino è una memoria lunga che ti rapisce e ti incarcera. Il cammino non ti lascia e non ti restituisce, si diventa del cammino, una “proprietà” che rende esuli. Per sempre. Così, a quattro anni di distanza… mi manca il mio amico John, che sembrava Bud Spencer e aveva l’anima buona. Mi mancano i suoi inviti a mangiare e bere, i gesti che superavano l’incomunicabilità linguistica, la sua paura di perdere i figli, il suo racconto nella notte prima di Santiago. Mi manca la donna tedesca che aveva perso l’amore della sua vita e ne aveva trovato uno provvisorio tra Leon e Astorga e mi manca il suo uomo gentile e taciturno. Mi manca il sorriso prima di occhi che di labbra, un sorriso meraviglioso, della ragazza inglese e del suo fidanzato. Mi manca le chiacchierate infinite con Viola e il suo passo goffo. Mi manca la signora francese che voleva portare il mio zaino quando stavo male per la tendinite e mi ha lasciato senza parole. Mi mancano Fabrizio e sua moglie, le nostre cene scarse, i racconti e gli appuntamenti a fine tappa. Mi mancano le birre e l’jamon serrano, che mi meritavo come mai dopo 25 faticosi chilometri a piedi. Mi mancano i silenzi che avevano dentro lacrime e sorrisi inattesi. Mi manca la vista meravigliosa di paesaggi puri, fermi, infiniti. Mi mancano i messaggi del cammino “dove non si cercano risposte, perché il cammino è la risposta” e dove “sono il re della mia volontà”. Mi mancano gli occhi di quell’uomo che ha scritto una lettera a sua figlia sulla finestra azzurra di una casa a due passi da O’ Cebreiro, mi manca “buen camino” che ho sentito mille volte tutti i giorni, mi manca la mia musica, “io non ho paura”, e quel brivido che mi percorreva dalla testa ai piedi. Mi mancano i miei nonni, che mi hanno accompagnato da lontano, e che sono stati per me ragione e pretesto. Mi manca Santiago e la gioia che mi è esplosa dentro all’arrivo. Mi manca mia moglie, che non mi è mai stata così vicina come in quei giorni lontani e che poi, lentamente, scivola via da me ora dopo ora. Mi manca perfino la voglia che ho sentito di tornare a casa mia. Mi manca quella ragazza tedesca che abbracciava gli alberi e mi ha detto una buona notte dolcissima. Mi mancano i piccoli dolori di ciascuno, del corpo e dei cuori. Mi mancano la forza delle partenze e la stanchezza degli arrivi. Mi mancano i miei occhi pieni. Mi manca l’attenzione gratuita che mi commuoveva, mi mancano gli sms di mia zia, mi manca la certezza che ce l’avrei fatta, che dovevo farcela, mi manca Dio per chi è Dio o qualunque cosa sia per voi altri. Mi manca il tempo per tornarci, mi manca l’occasione per ripartire, mi manca quel bisogna che era un’esigenza. Mi manca l’occasione che ho avuto di ricominciare e che ho buttato via come un idiota. Mi manca tutto quello che è dentro di me e dentro di me rimarrà sempre. Mi manca un uomo che era migliore di quanto non lo sia più stato poi. Mi manco io. I miei passi, i respiri, le ansie, i pensieri. Ale

    • nicola

      Qualunque pellegrino abbia fatto il cammino ha nostalgia di qualcosa. Vivi ogni momento del cammino e portalo dentro con te per sempre senza rimpianti. Non farti trascinare dalla nostalgia ma vivi di quello che ti ha dato il cammino. Sarai stato un uomo migliore allora e lo sarai adesso,in modo diverso ma lo sarai. Non farti trascinare dai sentimenti del cammino,non sempre sono reali.Sono bellissimi,stupendi,gratificanti ma molto spesso enfatizzati. Quindi ora sarai sempre un pellegrino nella tua vita ma non portare la tua vita in un continuo pellegrinaggio. BUEN CAMINO

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